Come vedete in foto nella prima colonna (di sinistra) i numeri traducono stime che riguardano il problema della fame nel mondo.
Nella colonna di destra si parla dell'Italia e degli effetti della crisi sui comportamenti alimentari degli Italiani.
Parto proprio da questi ultimi dati per iniziare le mie riflessioni.
Come sapete è dallo scorso anno che la crisi si è cominciata ad avvertire in tutti i settori nel nostro paese, e chiediamoci un po' come ha influito questo sugli sprechi alimentari?
La risposta è semplicissima: si sta più attenti e si spreca di meno!
Tra le varie percentuali ne voglio segnalare tre in particolare che rappresentano una vera e propria rivoluzione ecologica.
L'11% dona in beneficenza. Si sa che più si è poveri e più si diventa generosi perché si comprende meglio l'importanza che può avere donare del cibo ovvero ciò che ti da la vita.
Il 56% utilizza gli avanzi nel pasto successivo. Se lo chiedessi ai miei nonni che hanno passato la guerra mi direbbero che questa pratica è assolutamente normale e abitudinaria; e perché mai si dovrebbe buttar via del cibo cucinato il giorno prima se ancora buono da mangiare?
Il 37% riduce le quantità acquistate. Perché in tempi di crisi si cerca di risparmiare soldi e di conseguenza si è più attenti nell'acquistare il necessario per tralasciare il superfluo, risparmiando di conseguenza anche risorse materiali!
Come vedete stiamo iniziando a rispettare (essendovi obbligati) un principio famoso ed importantissimo per chi ha un po' di senso del limite ecologico: il principio delle 3 R (Ricicla, Riusa, Riduci).






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